“Le argomentazioni dell’assessore provinciale Romanini, protagonista di un indiretto botta e risposta a mezzo stampa col sottoscritto, che peraltro aveva chiamato direttamente in causa il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e non un suo luogotenente, a mio avviso sono risibili”.
Fabrizio Pallini, candidato al Consiglio Comunale di Parma Unita, torna sulla questione del frutteto: “Non c’era certo necessità di collocare la scuola proprio nell’area Stuard, quando ci sono decine di immobili abbandonati in città che potrebbero diventare la nuova sede del Bocchialini, che certo non ha chiesto di essere trasferito lì, dal momento che per i ragazzi che lo frequentano ci saranno solo disagi e, in generale, assisteremo ad un incremento dell’inquinamento. Sono solo scelte imposte dalla Provincia senza il coinvolgimento, oltre che della stessa scuola, dell’opinione pubblica (che infatti si sta ribellando) e della città. Altresì non è vero che il frutteto sia malato, né che le piante siano vecchie: hanno 20 anni, figuriamoci… E non è vero che sia mezzo morto, infatti la manutenzione è portata avanti come in tutti gli altri frutteti; ci sono solo malattie che anche in tutti gli altri frutteti capitano. Una volta divelto il frutteto storico (lì ci sarà un cantiere, quindi impossibile pensare che si salvi qualcosa), ci vorranno anni, probabilmente 10 e più, prima che lo Stuard possa ancora mostrare questo prezioso angolo di biodiversità. A parte che non si sa dove verrà ripiantumato, né si hanno certezze sull’attecchimento. Altro che accusarmi di cattiva informazione e/o mera propaganda elettorale: Romanini – e il suo leader – se ne facciano una ragione e ritirino il progetto. Se sono dalla parte dell’ambiente, e io nutro forti dubbi, lo dimostrino con i fatti”.

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