Replica ad Allodi


Gentile direttore,
l’intervista che lei ha fatto ad
Andrea Allodi sull’inceneritore
mi induce ad chiedere ospitalità
per alcune riflessioni in
merito. Le dichiarazioni rese
sulla non nocività del costruendo
inceneritore mi hanno letteralmente
meravigliato e stupefatto.
Conoscevo infatti le alte
qualità professionali di Andrea
Allodi, ma non nel campo
medico. L’affermare con tale
certezza che le numerose sostanze
emesse dalla combustione
di un forno gigantesco come
il termovalorizzatore sono innocue
e quindi non hanno effetti
sulla salute delle persone ,
è veramente qualcosa di straordinario.
Vorrei ricordare ad Allodi
che negli anni 60-70 erano
tanti coloro che affermavano
della completa innocuità
dell’eternit (fibrocemento a base
di amianto) tanto da invaderne
tutta l'Italia e chi allora
ne affermava la tossicità veniva
tacciato come retrogrado o come
visionario. Studi epidemiologici
che purtroppo durano
anni e anni, ne hanno dimostrato
poi la grandissima tossicità
e cancerogenicità. Come
non ricordare poi la tragedia
del Talidomide ,negli anni
50-60, che causò decine di migliaia
di malformazioni in
bambini nati da madri che
avevano usato tale farmaco in
gravidanza? Il farmaco era
stato presentato come farmaco
anti nausea innocuo(!). E
che dire del DDT straordinario
insetticida utilizzato per
debellare la malaria distruggendo
la zanzara anopheles e
presentato per anni come non
nocivo per l’uomo ed invece
altamente cancerogeno?
Ricordo ad Allodi e alle persone
che affermano della non
pericolosità delle sostanze
emesse dal camino dell’ince -
neritore, che le patologie tumorali
e non causate
dall’amianto dell’eternit, dal
DDT etc, sono state riscontrate
da studi epidemiologici 30
anni e più dopo il loro utilizzo.
Vogliamo attendere 30 anni
per piangere migliaia e migliaia
di persone affette da tumori?
Affermare con tale disinvoltura
che l’inceneritore non recherà
nocumento alla salute
delle persone è una falsità e
mi si consenta, da irresponsabili.
Quanti dolori, quante sofferenze
e perché no quanto di
spesa sanitaria, per aver fatto
finta di niente e aver anteposto
gli interessi di pochi alla
salute di tanti.
In riferimento inoltre a quello
che riferisce Allodi sul fatto che
il traffico veicolare sia peggiore
dell’inceneritore o che il fumo,
aggiungo io, sia certamente
una delle cause, se non la più
importante e sicura causa di
neoplasia, non attenua certo gli
effetti nocivi di un camino che
sputerà per anni sostante nocive
e cancerogene nell’aria.
Per quanto attiene ai filtri e ai
controlli degli stessi nel tempo
stendiamo un velo pietoso.
Sappiamo come finiscono nel
tempo tali rigidissimi controlli…
Gli indizi sulla nocività sono
tantissimi, ma prove certe poche,
e solo fra 20-30 anni. Vogliamo
allora davvero lo stesso
rischiare la salute dei nostri figli
e nipoti per il futuro? Con le
esperienze negative (e solo le
pìù eclatanti) che abbiamo appena
citato non sembrerebbe
certo il caso.
Penso che davvero si possa, anzi
si debba, trovare un modo di
convertire il termovalorizzatore
costruito e applicare un’alter -
nativa per lo smaltimento dei
rifiuti, che davvero tenga conto
si del business, ma che tenga
in considerazione in primis la
salute delle persone.
Chi afferma cose così delicate e
rischiose con tanta non curanza,
si assume pesanti responsabilità
nei confronti di Parma
e di tutti i suoi abitanti.
Fabrizio Pallini
Medico Chirurgo, ex delegato alla
Sanità Politiche e per la Salute
arma, 28 settembre

Basta violenza in piazzale della Pace


L’ennesimo atto di violenza perpetrato l’altra notte in piazzale della Pace, con brutale aggressione nei confronti di una giovane ragazza e il conseguente appello della madre, in una lettera inviata ai giornali, ci induce ad intervenire con forza.
In primis è ormai inaccettabile ed incomprensibile come da parte di tutti coloro che sono deputati al controllo e alla sicurezza dell’ordine pubblico, non sia stata ancora studiata e applicata una strategia mirata ed efficace per Piazza della Pace.


Abbiamo già più volte sottolineato che interventi parossistici e non continuativi hanno poca efficacia, se non quella dell’apparire.
Come è possibile, ad esempio, non prevedere un presidio fisso, vero ed efficiente nella Piazza?
Gli interventi di natura repressiva (tra l’altro rivelatisi altamente insufficienti e inefficienti) riteniamo vadano fatti in sinergia con interventi sociali, educativi e ludici.
Questo stillicidio di episodi di violenza, che si susseguono ormai in modo esponenziale, la dicono lunga su quanto fossero importanti e fondamentali progetti come quello di “Sotto le Stelle in Piazzale della Pace“, la casetta del punto d’ascolto psicologico, il punto di ritrovo salutista, comprese poi tutte le rappresentazioni artistico musicali e di gioco coinvolgenti bambini e genitori, importantissime come deterrente per la sicurezza della Piazza e non fini a se stesse.
L’aver completamente dimenticato, da parte di chi ora amministra, l’utilizzo di queste soluzioni straordinariamente importanti per la tutela dell’ordine pubblico, in questa parte della città, non è certamente di buon auspicio per il futuro.
Abbiamo apprezzato l’ordinanza anti alcool, ma non possiamo non tacere la completa mancanza di impegno razionale nei confronti di una situazione così grave per la sicurezza, come quella che si è venuta a creare nell'ormai ingiallito prato della Pilotta.
Ci vuole un reale ed efficace impegno da parte del Prefetto Luigi Viana, del Questore Salvatore Longo e del Sindaco Federico PIzzarotti per scongiurare la conquista definitiva da parte della criminalità di uno spazio così importante come quello di Piazza della Pace.
Il grido di dolore e l’accorato appello della mamma della ragazza aggredita, dovrebbero rimbombare continuamente nelle orecchie di chi ha in mano le sorti della città come catalizzatori ad interventi immediati e non più procrastinabili.
La sicurezza è un bene imprescindibile per tutti .Le istituzioni non possono e non debbono lasciare la città alla mercé di violenti e prevaricatori , questo, i cittadini, non lo potrebbero perdonare.

Va ripristinata la casetta degli psicologi



L'associazione I Nostri Borghi accoglie positivamente l'ordinanza antialcol decisa dal sindaco Federico Pizzarotti.



“Da anni ci battiamo affinché il centro storico della nostra città sia un luogo fruibile a tutti, giovani,
anziani, famiglie e bambini. - scrive il presidente Fabrizio Pallini - Abbiamo contribuito in questi anni a organizzare eventi e manifestazioni che riportassero la gente a vivere il centro in modo vivace, piacevole, corretto. Purtroppo il mancato rispetto delle regole di convivenza civile obbliga a volte a scelte decise e ferme, nel tentativo di riportare la situazione all'interno della normalità».
«Crediamo - ribadisce Pallini - sia anche importante coinvolgere gli esercizi commerciali e non solo
i clienti, perché proprio dagli eccessi nascono queste azioni di regolazione che altro non sono che
una reazione obbligata ad atti e situazioni inaccettabili, cui alcuni esercenti non sono estranei».
«Gli ultimi fatti di violenza in piazza della Pace, via Garibaldi e via D’Azeglio sono stati patenti dimostrazioni di correlazione tra essi, l’alcol e sostanze psicoattive in particolare. - conclude Pallini - Purtroppo stona molto il non aver confermato la casetta del punto d’ascolto degli psicologi e il progetto Sotto le stelle in Piazzale della Pace che avevano dati ottimi risultati in questo senso. Potrebbe essere questo un punto di partenza per la nuova amministrazione verso la sicurezza fino ad ora troppo dimenticata, essendo un bene imprescindibile per tutti i cittadini e soprattutto che vengano effettuati i controllo necessari per evitare che tutto finisca nel nulla.

Grazie a tutti, di cuore

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che mi hanno seguito e votato, dandomi ancora una volta la fiducia in questa tornata elettorale. Il mio impegno non è cambiato ed è sempre rivolto verso la città e l’associazione ‘I Nostri Borghi’.

In queste elezioni l’obiettivo era piuttosto difficile ed impegnativo, con una lista nuova, indipendente e viva, ma alla fine, tra alti e bassi, siamo riusciti a raggiungere un primo buon traguardo.

Grazie a tutti, di cuore,


Fabrizio Pallini

Facciamolo morire di fame


Qualche giorno fa allo Stendhal, Gcr ha illustrato il piano alternativo per la gestione dei rifiuti, questa volta invitato da Parma Unita.
Gabriele Folli ha fatto emergere la reale e concreta opportunità di affrontare il tema dei nostri scarti senza ricorrere a pseudo-soluzioni così impattanti come un forno inceneritore.
Un'idea del passato oggi superata, che tra le altre criticità anche quella di produrre a sua uno scarto non indifferente di circa 40 mila tonnellate all'anno di ceneri, che nessuno ha ancora detto dove verranno collocate.
La famosa chiusura del ciclo è un'emerita boutade, buona solo per confondere le idee agli sprovveduti.
Durante l'incontro è intervenuto anche il candidato sindaco Roberto Ghiretti, sempre di più convinto oppositore del forno, che durante l'incontro ha indicato l'inceneritore come un madornale errore di programmazione, un progetto fatto senza sentire i cittadini, ed ha proposto un'azione che porti a far morire di fame l'inceneritore, impedendone di fatto il funzionamento con una raccolta differenziata spinta.
All'incontro è intervenuto anche il candidato consigliere Fabrizio Pallini, che ha usato parole forti contro l'impianto, definendolo una fabbrica di morte. Detto da un medico fa una certa impressione, visto che la questione sanitaria è uno degli aspetti più delicati del problema, che dovrebbe far scattare lo stop senza se e senza ma, secondo il principio di precauzione.
Gli inceneritori stanno causando danni importanti un po' dappertutto. Gli ultimi eclatanti casi sono stati quelli di Pietrasanta (il torrente a fianco dell'impianto avvelenato da diossine e metalli pesanti) e quello di Montale (con relativa condanna dei vertici per aver contaminato il territorio circostante l'inceneritore).
Di fronte a soluzioni tecnicamente valide ed oggi confermate dalle importanti esperienze in atto, una delle quali è proprio dei cugini di Reggio Emilia, non ci sono più scuse.
L'inceneritore è superato e bisogna lasciare spazio alle corrette tecniche corrette che rispettano ambiente e persone.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 5 maggio 2012

Sono passati
705 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
1 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Video sulla conferenza per la sicurezza nei quartieri

Nella sezione VIDEO i filmati di Fabrizio Pallini e il candidato Roberto Ghiretti che parlano della sicurezza nei quartieri di Parma

Parma non può prescindere dalla sicurezza!

Spaccio violento, microcriminalità, abusivismo commerciale. Sono piaghe che da tempo minano la vivibilità della nostra città, come da tempo I Nostri Borghi denunciano, invocando soluzioni concrete – e non solo di facciata – per far cessare questa inaccettabile palese – e non soltanto percepita – situazione di insicurezza. Lo spunto propositivo della nostra Associazione sarà perseguito da Parma Unita, la lista dell’uomo nuovo Roberto Ghiretti – in corsa per diventare il Sindaco della rinascita della nostra città – il quale ha preso con noi il solenne impegno, se sarà eletto, di mondare Piazzale della Pace dalla sgradita presenza di spacciatori che lì bivaccano e perpetrano continuamente, indisturbati, dei reati. Il grande prato verde della Pilotta – quando non c’è il presidio delle forze positive della città che si ribellano con le proprie lodevoli azioni ed iniziative, cito ad esempio il progetto socio sanitario “Sotto le Stelle in Piazzale della Pace” – è dominio incontrastato delle forze del male. E stiamo parlando del primo biglietto da visita della nostra città per chi arriva in treno. Del resto è lo specchio di una realtà non più tollerabile per una città civile quale Parma vorrebbe essere. Perché gli atti di violenza ai danni di inermi cittadini, commercianti, e a persino nei confronti dei tutori delle forze dell’ordine si consumano pressoché quotidianamente non solo nei nostri borghi, quelli del centro storico, ma anche in quelli dell’Oltretorrente o sulla direttrice di Via Trento: episodi che sconcertano e mettono grande preoccupazione. Noi tante volte, troppe!, abbiamo lanciato grida di dolore, rimaste, ahinoi!; inascoltate dalle istituzioni, Prefetto e Questore in primis. Nell’estate 2010, anzi, l’allora capo della Polizia, scocciato dai nostri frequenti richiami sul non ottimale funzionamento del presidio in Pilotta, per noi troppo statico e non dinamico come previsto dalla stessa ordinanza istitutiva da lui firmata, incredibilmente arrivò a ricorrere contro il sottoscritto per procurato allarme! Ma quale procurato allarme! L’allarme è vero e reale. Allora come oggi. Anche la nostra associazione ha pagato un tributo di sangue – e non è una esagerazione – se si pensa alla brutale, vile, aggressione al fotografo Franco Saccò – componente del nostro direttivo, nonché curatore della grafica delle nostre pubblicazioni – per mano di un extracomunitario del Maghreb. Una azione che ci ha lasciato profondamente costernati, ancor di più se si pensa che è ancora impunita. Anzi, abbiamo proprio la sensazione che le indagini siano finite nel dimenticatoio, su un binario morto. E innumerevoli, poi, sono ancora gli episodi di microcriminalità che la stampa locale riporta quotidianamente, tutto ciò a dimostrazione di quanto ancora debba essere fatto. Parma, la città delle barricate, dice basta. Non può più sopportare passivamente queste brutalità. Il clima è insostenibile. Noi abbiamo sempre lodato ed elogiato le forze dell’ordine, che sono fondamentali. Ma si deve fare indubbiamente di più. A livello centrale, al vertice, non è certo responsabilità di chi è sulle strade e rischia quotidianamente la propria vita per poco più di 1.000 euro al mese. E’ sulle strategie che bisogna intervenire: servono risposte forti, concrete e coordinate. Le istituzioni e le forze dell’ordine sappiano costruire azioni razionali e continuative per stroncare questi atti criminosi che ledono la sicurezza. E’ finito il tempo delle belle parole! I cittadini di Parma, chiedono maggior tutela per la loro sicurezza con interventi reali. Parma non può trasformarsi in un luogo dove la microcriminalità possa agire indisturbata. La sicurezza è stata e resta una delle nostre precipue priorità: sono anni che, con questa associazione, lavoriamo per migliorare la vita degli abitanti del quartiere. “La Notte degli artisti tra i borghi” (2 Km di esposizioni nei borghi),“R’Estate nei Borghi” rassegna musicale (Borgo del Naviglio), la “Festa di Santa Lucia” (Via Garibaldi), gli “Alberi Natalizi”(Via Verdi, Borgo della Trinità, Via Cavallotti-Borgo del Parmigianino), il “Presepio tradizionale all’aperto” (Borgo Naviglio), “Natale in Vetrina Crociata” sono solo alcune delle nostre iniziative, importanti come strumento di socializzazione, di recupero dello stare insieme, di rilancio delle tradizioni, che si trasformano anche e soprattutto in sicurezza. Noi continueremo la nostra azione di tutela – che spesso ha portato a risultati davvero incoraggianti, se si pensa a come era la vivibilità nei Nostri Borghi fino a 12 anni fa, prima della nostra fondazione – ma che non basta se isolata e fine a se stessa. Non si può prescindere infatti dalla sicurezza, è una emergenza infinita per la nostra città, come purtroppo dimostrano quotidianamente gli episodi criminosi che finiscono sulle pagine di cronaca dei giornali, come dimostra anche l’ultimo ed ennesimo furto ai danni di Setti Abbigliamento.
Parma è Unita... per la sicurezza…

PARMA NON PUO’ PRESCINDERE DALLA SICUREZZA !

Fabrizio Pallini, Presidente
Associazione “I Nostri Borghi”,
candidato consigliere comunale
di Parma Unita

Giovedì 3 maggio ore 17e30 - HotelSavoy







Scarica l'invito in PDF

Ennesimo atto di microcriminalità in via Verdi

Setti nel mirino della malavita, con l'ennesimo furto ai suoi danni.
Ma al centro dell'attenzione del crimine è un intero quartiere, quello del centro storico che gravita attorno alla stazione ferroviaria, la direttiva che da piazzale Dalla Chiesa si sviluppa in direzione del centro vitale di Parma.
Una serie infinita di spaccate, rapine, furti, borseggi che oggi portano al livello di guardia la sopportazione dei cittadini e quella delle imprese, dei tanti commercianti che resistono nella difficoltà della crisi, ma non possono ancora subire questo clima da quartiere sotto scacco.
Per i negozi di abbigliamento Setti si tratta della quarta volta o forse più, per il quadrante nord est del centro è solo l'ultimo fatto di cronaca nera che si aggiunge al lungo elenco, su cui emerge drammaticamente l'aggressione, tuttora senza colpevoli, del fotografo Franco Saccò, brutalmente aggredito in viale Mentana perché sollecitava un ospite indesiderato a liberare il suo camper.
Aveva ecceduto nelle gentili richieste e per questo è stato malmenato pesantemente con una spedizione punitiva, durante la quale ha rischiato la vita.
Come per gli altri casi eclatanti le indagini non si sono concluse positivamente.
Nessun colpevole, nessuna condanna, con i delinquenti a zonzo liberi di colpire ancora una volta, come è accaduto la scorsa notte in via Verdi.
Si tratta di mancati controlli, mancati presidi, insufficienti indagini, che sommati tra di loro ci consegnano un quartiere in scacco, disarmato e illuso, arrabbiato e preoccupato.
Cittadini che hanno paura, che preferiscono non transitare su marciapiedi perennemente occupati da gruppi di nullafacenti in costante osservazione, controllo, potere.
Appartamenti occupati da non si sa chi, con dubbi o inesistenti contratti di affitto, con ospiti non denunciati né segnalati come residenti, piccole metrature in cui sono stipati in tanti, troppi.
L'ennesimo furto, l'ennesimo fatto di cronaca nera non fa che confermare lo stato di allarme e la necessità di interventi urgenti ed efficaci.
Non servono più le parole ed anche la nostra infinita sequenza di denunce sembra non trovare alcuna soluzione positiva.
Quale fiducia possiamo richiedere ai cittadini se si sentono soli di fronte al mondo, senza sentire la presenza delle istituzioni nei momenti di bisogno?
Come si fa a chiedere di resistere ai commercianti se sono subissati, oltre che dalla crisi, anche da furti e rapine che si susseguono senza fine?



Fabrizio Pallini

Presidente Associazione “I Nostri Borghi”

I nostri borghi - Aprile

Inceneritore. Bernazzoli nasconde la polvere sotto il tappeto...

Il candidato del Pd per non far vedere le ceneri le vuol mettere nei mattoni...
Una bella idea quella del candidato sindaco Bernazzoli, tuttora stipendiato dalla comunità quale Presidente dell’Amministrazione Provinciale, ancorché piuttosto attivo in campagna elettorale: visto che ogni anno il suo inceneritore – è lui che lo ha voluto – vomiterà 40.000 tonnellate di ceneri (e nessuno sa di che cosa farne) gli è venuta l’illuminazione balzana di infarcirne i mattoni, in modo da celarne la vista ai cittadini. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: peccato, però, che nelle ceneri ci sia il crogiolo di tutti i veleni che la combustione dei rifiuti produce. Le ceneri volanti, quelle, cioè; provenienti dai filtri, sono considerate dalla legge ‘rifiuto pericoloso’ da gestire con grande attenzione e da collocare in discariche speciali che l'Italia non ha (l'inceneritore di Brescia le manda in Germania). Per quanto riguarda le ceneri pesanti è come pulir casa dalla polvere: farla uscire dalla porta e poi farla rientrare dalla finestra. Così, invece di costruire case sane per i nostri figli, progettiamo il disastro del futuro, case ammalate fin dalle fondamenta, con mattoni intrisi di inquinanti che a causa dalla lisciviazione cedono le sostanze nel tempo in ambiente. Un caso clamoroso arriva da Treviso, ma si vede che il candidato, così impegnato a mostrarsi in giro, non ha tempo di leggere i giornali: un immobile, già costruito, viene abbattuto a causa della scarsa qualità del cemento, che poi si scopre anche essere avvelenato da ceneri pesanti utilizzate durante la sua produzione. La farmacista trevigiana ora è in causa, per un milione di euro, con i costruttori e con i fornitori del cemento ammalato e fragile. Ed è proprio questa la soluzione che Bernazzoli propone per Parma, la città di cui vorrebbe diventare sindaco: nascondere le ceneri di risulta dell'impianto di incenerimento nei mattoni delle nostre case. Facciamo così: lui costruisce una bella casetta con questi bei mattoni inquinati, ci va ad abitare dentro, e dopo qualche anno, se tutto va bene, noi sposeremo la sua causa...

Vogliamo scommettere che si dimenticherà di rispondere? Certi temi, come quello della salute e della conservazione dell'ambiente, vanno presi non alla leggera e non ci si può permettere di improvvisare, come ha fatto, in maniera evidente, durante la trasmissione di Tv Parma “Agorà” quando Bernazzoli è stato messo all'angolo dal candidato sindaco di 5 Stelle, Federico Pizzarotti. Il suo “gancio” improvviso lo ha fatto boccheggiare, facendogli perdere lucidità. Il candidato dei poteri forti si è messo a balbettare su terrorismi e industrie che riciclano le ceneri: ma quelle del Cornocchio – 100 mila tonnellate – sono sempre là, in attesa delle fantomatiche imprese che ne faranno business. L’inceneritore va chiuso prima che faccia danno: tutti ci dobbiamo impegnare in una raccolta differenziata di qualità, gestendo i rifiuti residui con un trattamento meccanico biologico che, oltre a recuperare materia, moltiplica i posti di lavoro: per un posto occupato nell'incenerimento, se ne producono mille tra gestione a freddo dei rifiuti e indotto. Sono dati di un convegno di studio del 2010, organizzato dalla Provincia di Venezia, certamente un ente locale avanti anni luce rispetto al nostro, che, clamorosamente, è ancora guidato da un candidato sindaco che tiene i piedi in due scarpe, insieme al suo codazzo di assessori consiglieri, tremebondi di fronte al rischio di cadere dallo scranno.

Ambiente e Salute - Sabato 28 aprile ore 17e30


In risposta all’assessore provinciale Romanini

“Le argomentazioni dell’assessore provinciale Romanini, protagonista di un indiretto botta e risposta a mezzo stampa col sottoscritto, che peraltro aveva chiamato direttamente in causa il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e non un suo luogotenente, a mio avviso sono risibili”.

Fabrizio Pallini, candidato al Consiglio Comunale di Parma Unita, torna sulla questione del frutteto: “Non c’era certo necessità di collocare la scuola proprio nell’area Stuard, quando ci sono decine di immobili abbandonati in città che potrebbero diventare la nuova sede del Bocchialini, che certo non ha chiesto di essere trasferito lì, dal momento che per i ragazzi che lo frequentano ci saranno solo disagi e, in generale, assisteremo ad un incremento dell’inquinamento. Sono solo scelte imposte dalla Provincia senza il coinvolgimento, oltre che della stessa scuola, dell’opinione pubblica (che infatti si sta ribellando) e della città. Altresì non è vero che il frutteto sia malato, né che le piante siano vecchie: hanno 20 anni, figuriamoci… E non è vero che sia mezzo morto, infatti la manutenzione è portata avanti come in tutti gli altri frutteti; ci sono solo malattie che anche in tutti gli altri frutteti capitano. Una volta divelto il frutteto storico (lì ci sarà un cantiere, quindi impossibile pensare che si salvi qualcosa), ci vorranno anni, probabilmente 10 e più, prima che lo Stuard possa ancora mostrare questo prezioso angolo di biodiversità. A parte che non si sa dove verrà ripiantumato, né si hanno certezze sull’attecchimento. Altro che accusarmi di cattiva informazione e/o mera propaganda elettorale: Romanini – e il suo leader – se ne facciano una ragione e ritirino il progetto. Se sono dalla parte dell’ambiente, e io nutro forti dubbi, lo dimostrino con i fatti”.

Chi sta dalla parte dell'ambiente

Da ParmaDaily:


Guardiamo a sabato come ad un traguardo di un lungo percorso, ma anche come un'altra tappa di quella faticosa strada verso il bene comune, un percorso che non abbandoneremo di sicuro.
I politici si riempiono spesso la bocca di belle parole: sostenibilità, ambiente, green economy, tanto è gratis.
Poi dalle loro stesse bocche emerge la verità: l'ambiente all'ultimo posto, il business e gli interessi di parte avanti a tutto, beni comuni calpestati e offesi.
L'inceneritore è un totem, un oggetto che racconta di sé più di quello che rappresenta.
Un modello inefficace di gestione dei rifiuti, una macchina con scarsissimo rendimento energetico, uno spreco di risorse, una minaccia per l'ambiente e la salute, un enorme punto interrogativo per le generazioni a venire.
Ma l'oggetto va presentato bene, come un fiore all'occhiello, uno sguardo al futuro radioso, una macchina che fa sparire i rifiuti restituendoci energia pulita.
Quante bugie hanno lastricato la strada dell'inceneritore di Parma, quante ancora ce ne racconteranno.
Non siamo certo giunti a parlare a tutti i cittadini, ma con coloro con i quali è stato possibile tessere un dialogo è nata presto una intesa e una evidenza.
L'inceneritore è contro Parma e i suoi cittadini. Sillogismo perfetto.
Sarebbe sostenibile il male minore soltanto se non ci fossero alternative, se al forno non esistesse alternativa alcuna.
Ma oggi sappiamo che con una corretta raccolta differenziata ed impianti meccanici a valle, siamo in grado di differenziare e riciclare complessivamente oltre il 90% dei rifiuti prodotti, rendendo di fatto inutile e diseconomico costruire un inceneritore, che sotto una certa taglia non regge i costi di mantenimento.
Scontato il giudizio negativo sul progetto e sul tentativo non solo di mantenere i cittadini con un basso profilo informativo ma anche di passare dati fasulli e non veritieri, oggi siamo di fronte ad un cantiere in forte ritardo, ma in avanzato completamento.
Ci si chiede che farne, se prevalesse la ragione.
Il piano economico di dismissione proposto dall'azienda olandese prevede un tempo di 5 anni per smontare il giocattolo ed arrivare poi all'utile di bilancio.
Quindi anche economicamente è possibile gestire il cambiamento. Non ci sono più scuse.
Se davvero i sostenitori del forno fossero convinti della loro affermazioni, avrebbero fatto un giretto nei Paesi Bassi per verificare la bontà della proposta alternativa.
Magari solo per la soddisfazione di dire no con la ragione dalla propria parte.
Lo starne lontani, di fronte a lettere protocollate firmate da una multiutility ben più attrezzata del gestore locale, lascia pensare, introduce dubbi.
Ecco come si dovrebbe fare, se la ragione prevalesse sul profitto.
Il benessere del territorio, anche a quello economico strategico della food valley, è prioritario. Aprire un tavolo di confronto con Iren e gestire una fase di transizione verso un modello di gestione dei rifiuti senza incenerimento.
Ecco il piano semplice e lineare per uscire dall'impasse.
Il popolo della salute lo dirà di nuovo sabato.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Non si può accettare di accrescere la morbilità e mortalità dei cittadini di Parma

La presenza di chi si occupa di Salute al corteo di sabato 14 a Parma è doverosa.

Tutelare la salute dei cittadini è un diritto dovere per che vuole contribuire ad amministrare una città e deve essere sempre presente e prioritaria.

Davanti a dati scientifici evidenti o quanto meno molto sospetti, se non certi, che indichino il termovalorizzatore, alias inceneritore, come soggetto di una ulteriore fonte di grave inquinamento che porti nocumento alla salute di tutti, è giusto è doveroso alzare la voce, per contrapporsi ad una nuova fabbrica di morte.
C'è ancora chi si ostina a far finta di niente come Ubaldi e Bernazzoli , sostenendo un interesse ad onta, e nulla curante, della salute futura di figli e nipoti. Ciò è inaccettabile per chi deve tutelare una comunità.

Dobbiamo sostenere una giusta alternativa anche per il business , ma che non vada a discapito della stato di salute dei cittadini. Le alternative esistono ,ci sono e vanno attuate.
Non si può accettare passivamente di accrescere nel prossimo futura la mortalità e morbilità dei cittadini di Parma

Io, noi saremo presenti


Fabrizio Pallini candidato per Parma Unita a sostegno di Roberto Ghiretti alla carica di Sindaco