Vogliamo ringraziare l'assessore Casa
per la condivisione per l'attività civica che svolge l'associazione
I Nostri Borghi, ma ci sentiamo anche in dovere di rispondere, pur
nel rispetto e nella stima reciproca, ad altre affermazioni espresse
nella lettera alla Gazzetta di Parma.
L'assessore dice di non condividere le
nostre preoccupazioni e invita a smettere di gettare benzina sul
fuoco per i fatti di sabato scorso.
Crediamo che descrivere la violenta
rissa di piazzale della Pace, gli attimi di terrore, i timori e le
paure espresse dai cittadini presenti, sia stato semplicemente
riportare i fatti, nudi e crudi, di questa realtà.
Non un episodio isolato, purtroppo, ma
ormai una pericolosa consuetudine.
Non una semplice (lo è mai?) rissa tra
ubriachi, ma una evidente lotta per il possesso del territorio,
avente come protagonisti bande di spacciatori o affini.
Piazzale della Pace, a discapito del
suo nome, sta vivendo ore buie e detestabili: parlarne è doveroso
oltre che necessario.
E' sbagliata la convinzione che si sia
voluto ridurre i concetti di sicurezza e prevenzione ad un mero
dibattito ad uso di consenso politico. La nostra associazione, aldilà
di esperienze personali del passato, ha sempre evitato di entrare
nell'agone politico e rifugge tale idea.
Abbiamo sempre avuto la forza e il
coraggio di denunciare ciò che si riteneva sbagliato con tutti,
rischiando a volte anche l'incolumità personale.
I problemi che affliggono piazzale
della Pace, la direttrice via Garibaldi, via Verdi, viale Piacenza,
via Savani, via Trento e via Abbeveratoia sono esempi di come serva a
poco discutere di prevenzione, ma di come invece sia necessaria e non
rimandabile una terapia d'urto immediata ed efficace.
Non è l'associazione I Nostri Borghi
che colora il quadro a tinte fosche, ma sono i cittadini che, vivendo
ogni giorno la realtà, hanno ben chiaro che il livello di allarme è
alto.
Apprezziamo l'impegno e la dedizione
profusa dall'assessore Casa, ma riteniamo sia giunto il momento di
portare con forza e determinatezza al tavolo del Comitato per la
Sicurezza e l'Ordine Pubblico di questi episodi, perché prefetto e
questore realizzino subito soluzioni immediate ed efficaci.
Senza sicurezza non c'è benessere né
benvivere.
Non smetteremo di ripeterlo.
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